Nel 2023, in seguito al Decreto Lavoro del primo maggio, si è portata sempre più attenzione al tema della formazione come elemento capace di portare a maggiore occupabilità; ma per le PMI e per chi ha già un impiego, la formazione è qualcosa che effettivamente fa la differenza?
La formazione fa la differenza: il punto di vista degli imprenditori
Partiamo con il dire che per una Piccola o Media Impresa, la formazione è un tema delicato: soprattutto tra le piccole imprese, è presente l’idea che si tratti di una perdita di quel tempo che i dipendenti dedicano alla produzione o erogazione di un servizio.
Quest’opinione, magari figlia della paura di un calo di produzione, blocca imprenditori e imprenditrici, che si trovano così a mantenere la loro azienda in una sorta di bolla di inerzia: magari non perde, ma fatica a crescere.
Intorno alla bolla infatti, altri imprenditori ed imprenditrici di PMI, magari per paura di quella stessa inerzia, investono nella formazione dei loro dipendenti, che acquisiscono maggiori competenze e imparano ad usare sistemi, procedure e tecniche sempre più aggiornate.
Ad un certo punto, gli occupati di uno stesso settore finiscono per dividersi tra chi lavora con maggiore efficienza grazie alle maggiori competenze acquisite e chi fatica. E le aziende in cui questo personale lavora, riflettono il quadro.
A conferma di ciò, uno studio pubblicato quest’anno dal Centro Studi Tagliacarne avente a campione 4000 aziende, afferma che l 30,7 % delle aziende che stanno investendo in attività formative nel triennio 2022-2024 conta di superare già quest’anno i livelli produttivi pre-Covid, contro il 12,3% di quelle che non lo faranno.
La formazione si afferma come elemento differenziante nello sviluppo aziendale, ma i dipendenti, coloro che ricevono o non ricevono la formazione, cosa ne pensano?
La formazione fa la differenza: il punto di vista dei lavoratori dipendenti
Una ricerca condotta da Cint per conto di Docebo risulta che l’82% degli italiani si dicono più propensi a scegliere un’azienda che offra opportunità di formazione e sviluppo costanti mentre il 61% confermano la possibilità di cambiare il proprio lavoro entro dodici mesi se l’attuale azienda di appartenenza tagliasse o non proponesse opportunità di formazione essenziali per la crescita e lo sviluppo della loro carriera.
Emerge quindi che, grazie alla formazione, i lavoratori si sentono accompagnati, sentono che gli viene data fiducia.
La formazione continua potrebbe essere la base di una cultura aziendale capace di ridurre il turnover del personale a favore della retention.
A scelta del lettore arrivato fino qua, valutare se la formazione fa la differenza.

